Politica Interna & Affari Esteri

La grande lezione del Tao

Written by Nicola De Vita

Nel corso di una presentazione del mio romanzo “L’alba di sangue”, ho cercato di spiegare le origini della mia opera raccontando quanto importante sia per una civiltà scoprirsi e riscoprirsi costantemente.

In modo particolare, partendo dall’ultimo libro di Federico Rampini, “Fermare Pechino”, ho analizzato insieme al mio pubblico quanto sia pericoloso per l’Occidente perdersi tra la foschia della cosiddetta “trappola di Tucidide”: una vera e trappola psicologica che può spingere una civiltà in declino a rinunciare a sé stessa e guardare di conseguenza, senza filtri, ad una civiltà in ascesa.

Nel corso dell’evento, nonostante la mia profonda attenzione per i valori fondamentali dell’Occidente, non ho potuto fare a meno, tuttavia, di ricordare un’evidenza imprescindibile: non esistono civiltà superiori a prescindere e possiamo imparare pertanto da tutti.

Se da un punto di vista politico e sociale, quindi, mi sento di insistere in una direzione che predilige i valori democratici e liberali dell’Occidente, da un punto di vista culturale o meditativo non posso non riconoscere all’Oriente una cultura profonda da cui abbiamo ancora tutti molto da imparare (compresi i popoli orientali).

Una certezza che ha sempre guidato i miei pensieri e le mie azioni è quella dell’impermanenza.

Mi spiego meglio: per affrontare le difficoltà che la mia indole ribelle mi ha spesso costretto a gestire ho dovuto più di una volta fare mia una consolazione apparentemente banale ma non per questo scontata: si può gioire nella sfortuna perché essa prima o poi finirà e si deve avere prudenza nella fortuna perché anch’essa, inevitabilmente, scomparirà.

Nell’equilibrio conseguente alla visione appena descritta ho trovato per molto tempo una serenità che ho perduto solo un anno fa, quando il mondo intorno a me ha iniziato a ideologizzare cose che non avevano nulla a che vedere con l’ideologia.

Piano piano, quasi senza rendermene conto, sono infine scivolato in un oblio oscuro le cui pareti appiccicose e strette mi restituivano solo rabbia…

E’ stato terribile e angosciante. Davvero. Molte persone che ritenevo amiche mi hanno allontanate, tutto mi è sembrato deformarsi e ogni visione del futuro si è presentata con vesti oscure e nefaste…

La mia disposizione verso il mondo è quindi cambiata, la mia scrittura è stata deformata da un lato oscuro che credevo di aver dimenticato ma poi, d’un tratto, qualcosa è cambiato. Di nuovo.

Dopo aver toccato definitivamente il fondo, mi sono apparsi quattro ricordi: tre di essi li avevo già vissuti ma il quarto no, il quarto apparteneva al futuro.

Incredibile a dirsi, ma ciò che sto scrivendo non è frutto della mia immaginazione ma di una sana e ponderata volontà di donare a chi legge una speranza.

Cosa significa? Significa che dai tre ricordi già vissuti in cui ho respirato il brivido di una vera e propria “resurrezione” è emersa quella sensazione di rinascita che accompagna la ripartenza.

In un certo senso, ripensando ad “Interstellar” è come se “un fantasma” dal futuro mi avesse in parole povere sussurrato qualcosa attraverso le linee dello spazio-tempo…

Merito della mia fede nella capacità dell’individuo? Anche. Ma se negassi l’importanza avuta da una lettura sarei poco sincero. La lettura in questione è “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra.

Nel libro in questione, acquistato quasi per caso a Napoli, in un viaggio dove le antiche conoscenza filosofiche orientali vengono spiegate alla luce delle più moderne scoperte della fisica, il Tao mi si è svelato in una forma che già conoscevo ma che in realtà non conoscevo pienamente perché mi ero perduto.

Spiegare il Tao non è cosa semplice. Non solo perché le parole non basterebbero ma anche perché, appunto, la sua essenza supera i nostri schemi. Ciononostante, si può fare un tentativo.

La principale caratteristica del Tao è la natura ciclica del suo movimento e del suo incessante mutamento. “Il ritorno è il movimento della Via” scrisse Lao-Tzu e, “Allontanarsi significa tornare”.

L’idea è che nella natura tutti gli sviluppi, sia quelli del mondo fisico sia quelli delle situazioni umane, presentano configurazioni cicliche di andata e ritorno, di espansione e contrazione.

Questa idea fu desunta, probabilmente, dai movimenti del sole e della luna e dall’alternarsi delle stagioni, ma in seguito fu anche assunta come regola di vita. I cinesi che credono nel Tao credono quindi che ogni volta che una situazione si sviluppa fino alle sue estreme conseguenze, essa sia costretta a invertire il proprio corso trasformandosi nel suo opposto.

Attualizzando una regola che già avevo guardato, ma non afferrato (forse), il presente mi ha mostrato un volto non più grigio e aggressivo ma quasi ridicolo.

Quando, infatti, pochi giorni fa l’Esecutivo ha approvato un decreto tardivo, incompleto e contestabile non ho tremato ma ho sorriso. Leggendo gli elementi bizantini e alquanto inefficaci del decreto, elementi che sono stati accolti con una smorfia da più parti, l’evidenza che ormai si sia aperta una frattura tra il paese reale e le Istituzioni ha suscitato in me la speranza di un cambiamento.

E no, quando mi riferisco ad una “frattura”, non mi riferisco a quelli che si definiscono “no vax” ma a quelli che si sono “fidati” di uno Stato che non ha ripagato con altrettanta fiducia la loro dedizione.

Le storie di positivi al Covid che si ritrovano incastrati tra le maglie di un sistema palesemente fallito ormai non si contano più. Allo stesso modo, non si contano più le storie di persone, bambini e anziani con febbre alta costretti a fare le fila al freddo per un tampone, le storie di pazienti completamente asintomatici letteralmente “sequestrati” in casa e le storie di turisti positivi che non riescono a trovare indicazioni per segnalarsi…

Per non parlare degli ospedali e del legittimo panico di chi, nonostante il vaccino, è costretto a fare i conti con anni di tagli e una variante ancora più contagiosa…

Ora, per essere ancora più chiari, questo è il quadro. Il quadro dove il Governo interviene, senza fretta, con soluzioni frutto di un compromesso politico a ribasso e profondamente lesive della logica e di numerosi diritti fondamentali.

Un esempio? Se a scuola il vaccino per gli studenti non è obbligatorio perché fare una discriminazione e mandare in Dad chi non è vaccinato?

Va bene, la pandemia (?) muta e con essa muta la strategia ma quanta confusione (evitabile)!

Parliamoci chiaro: dopo due anni di propaganda, è inaccettabile che un cittadino positivo al Covid debba trovarsi in una situazione di disagio a causa di una macchina burocratica che trascina nel suo gorgo spaventoso ogni cosa…

Stesso discorso per chi ha bisogno di cure e non ha mai visto lo Stato fare chiarezza sui vari protocolli da seguire…

“Quousque tandem abutere, Mario, patientia nostra?”

Non fuggirai al Quirinale, vero?

Come pensi che ti ricorderà la storia?

Va da sé, che tutti i nodi vengono al pettine. E’ solo questione di tempo ma presto o tardi la ragione romperà il muro della discordia e come ci ha insegnato Lao Tzu, la storia seguirà il suo normale ciclo…

 

About the author

Nicola De Vita

Classe 1994.
Autore de "L'alba di sangue".
La passione per l’innovazione e un'insaziabile curiosità mi spingono ogni giorno a lavorare per diversificare il mio profilo.
Cercatore insaziabile di novità, avido lettore, appassionato di storia, arte, cinema, musica, buona cucina e buon vino.
Credo fortemente nella capacità del singolo di migliorarsi attraverso il lavoro e l'impegno.

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