Fritto Misto

Tra “no vax” e calze a rete

Written by Nicola De Vita

Secondo il quotidiano “La Repubblica” i “no vax” sono ignoranti, poveri e senza casa.

Secondo “Open”, invece, i “no vax” sono ricchi (“da fare schifo”, ovviamente), sono affermati sul lavoro e godono di una cultura medio-alta.

Indipendentemente dalla contraddizione (ridicola), la questione ci apre le porte di un mondo assurdo: un mondo di plastica (ovviamente) fatto di luoghi comuni e schemi che pretendiamo di usare sempre e comunque.

Dunque, chi sono i “no vax”? E soprattutto: come si possono riconoscere?

Non lo so. E non pretendo di saperlo. E’ facile dire “coloro che non vogliono vaccinarsi”, ma basta? E perché, dunque, tra le fila dei “no vax” vengono annoverati anche tutti coloro che pur avendo fatto il vaccino anti Covid-19 sono contrari al “Green pass” e al “Super Green pass”?

Miracoli della dialettica.

Ad ogni modo, il problema resta. Si, il problema resta!

L’errore principale è infatti quello di etichettare l’uomo (pardon, l’essere umano), al lavoro e alle sue cose come se il lavoro e le sue cose lo definissero ma non è così.

L’essere umano può (e deve) essere qualcosa di più perché altrimenti la storia non avrebbe senso alcuno!

Si può essere colti senza possedere una laurea e si può essere ignoranti pur avendo conseguito una laurea con il massimo dei voti. Si può essere ricchi senza avere grandi proprietà e si può essere poveri pur essendo imprenditori affermati, nella vita tutto è relativo e tutto può essere insufficiente senza contesto…

Il punto di non ritorno è già stato superato e non è un problema esclusivo dei “no vax”, no. Domani, potrà capitare a chiunque di essere schedato!

Un esempio? Le calze a rete di Emma Marrone.

Nel 2022 si può ancora giudicare una donna per delle calze a rete?

Si può ancora giudicare “volgare” una donna per un outfit tutto sommato interessante?

Perché le calze a rete non sono tollerate ma le mutande di Blanco sì?

E perché una donna deve essere giudicata “facile” per delle fotografie in cui ci si impegna a vedere qualcosa che magari non c’è?

P.S. Emma Marrone con le calze a rete non era per niente male.

About the author

Nicola De Vita

Classe 1994.
Autore de "L'alba di sangue".
Amministratore unico presso Quolit Srl e consulente presso Inmodo-aurum Srl.
Cercatore insaziabile di novità, avido lettore, appassionato di storia, arte, cinema, musica, buona cucina e buon vino.
Credo fortemente nella capacità del singolo di migliorarsi attraverso il lavoro e l'impegno.

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