Fritto Misto Politica Interna e Affari Esteri

Testo di Nicola De Vita

Written by Nicola De Vita

Nelle ultime ore, ho notato una crescita esponenziale delle condivisioni di uno sfogo che mi ha fatto riflettere. Affinché possa tuttavia commentarlo è opportuno però che io lo condivida in tutta la sua (inutile) crudezza:
“Conte, sai che ti dico?  RIAPRI TUTTO.
Prenditi una cassa di birra, accenditi la TV e GODITI LO SPETTACOLO.
I genitori vogliono che i figli ritornino a SCUOLA.
I RISTORATORI vogliono restare aperti.
Il mondo del CINEMA e del TEATRO sta messo male.
I ragazzi non possono fare a meno della MOVIDA.
I costituzionalisti imprecano sulla mancanza di LIBERTÀ personale.
I negazionisti NEGANO che esiste il virus.
I complottisti pensano a un COMPLOTTO.
I medici lamentano MANCANZA di mezzi e personale.
E l’app Immuni toglie la PRIVACY…
Chi va al lavoro con un mezzo pubblico lamenta la presenza di troppa gente. Chi si deve sposare… Chi ha avuto un lutto… Chi non può fare la spesa… Chi non trova lavoro…
Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia (LIBERI TUTTI)], ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DUCE” e altre vaccate così fanno ridere, se non ci fosse da piangere. Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora perché” i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché NESSUNO ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’URSO) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate FILM PIRATA da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su AMAZON, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.
La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie.

Vi meritate il dj del papeete a capo della vostra mediocrità.

Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti ANCHE prima.
Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare ” governo incapace” e avere sempre la verità in tasca, ma d’altronde Bukowski affermava che: “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi mentre le persone stupide sono piene di sicurezza”.

Ne usciremo migliori. Manco per il ca**o

Testo di Lorena Verucchi”

Ora, procediamo con ordine: innanzitutto, auspicare che Conte apra tutto, prenda una cassa di birra, accenda la TV e si goda lo spettacolo è raccapricciante per due motivi: il primo perché se nel 2020 dobbiamo auspicare che un leader politico goda nella visione di uno spettacolo di morte significa che rispetto ai giochi circensi dell’Antica Roma non abbiamo fatto molti passi avanti da un punto di vista strettamente empatico; in secondo luogo significa non aver capito che il primo dovere di un rappresentante politico è impegnarsi fino all’abnegazione affinché nessuna persona che rappresenti soffra un’ingiustizia.
Proseguiamo: “I genitori vogliono che i figli ritornino a SCUOLA”: vero, ma fino ad un certo punto e francamente non vedo cosa ci sia di così discutibile nel volere che i propri figli tornino a scuola, l’unico luogo in cui dovrebbe essere ancora possibile imparare cosa vuol dire vivere in una comunità.
“I RISTORATORI vogliono restare aperti”: dopo aver investito fiumi di denaro nella messa in sicurezza dei propri locali, non vedo cosa ci sia di strano nella loro speranza.
“Il mondo del CINEMA e del TEATRO sta messo male”: sfido chiunque ad affermare il contrario se preferiamo i giochi circensi alla cultura…
“I ragazzi non possono fare a meno della MOVIDA”: credo di non aver mai letto niente di più offensivo, prima di tutto perché le generalizzazioni (argomento che in seguito riprenderemo) sono un cancro della ragione e in secondo luogo perché, non a caso, non è vero che TUTTI i giovani non possono fare a meno della MOVIDA. Sul punto mi sentirei di aggiungere inoltre un dettaglio non secondario: dietro la parola MOVIDA ci sono milioni di fatturato e quindi di entrate fiscali.
“I costituzionalisti imprecano sulla mancanza di LIBERTÀ personale”: in effetti qualcuno sull’argomento si è espresso in un certo senso ma scrivere “i costituzionalisti imprecano sulla mancanza di LIBERTÀ personale” senza una confutazione costituzionale delle teorie che si intende criticare non serve a nessuno.
“I negazionisti NEGANO che esiste il virus”: purtroppo è vero, ma sono cittadini e le loro opinioni non vanno ridicolizzate ma confutate con i fatti e non con gli insulti.
“I complottisti pensano a un Complotto”: i complottisti sono sempre esistiti. Umberto Eco sosteneva che la tradizione di individuare una “longa manus” dietro ogni avvenimento risalga addirittura a quella necessità quasi atavica dell’essere umano di cercare sempre un responsabile (un tempo erano gli dèi dell’Olimpo, oggi la Spectre); resta anche in questo caso il fatto che all’assurdo si risponde con la ragione e l’educazione, non con le risa, altrimenti saremo condannati a preferire i giochi circensi al teatro per sempre…
“I medici lamentano MANCANZA di mezzi e personale”: ma ieri i medici non erano i nostri “eroi”? Cosa ha fatto la politica (non solo a livello nazionale) per investire in sanità?
“E l’app Immuni toglie la PRIVACY…”: sull’argomento non mi esprimo. Fino a prova contraria, il problema di Immuni non è dopotutto la questione privacy ma la sua stessa utilità tecnica in un contesto confuso dove le stesse Aziende ospedalierie territoriali non hanno i mezzi per ricostruire i tracciamenti dei contagi.
“Chi va al lavoro con un mezzo pubblico lamenta la presenza di troppa gente”: e perché non dovrebbe? Sapevamo tutti che una seconda ondata ci avrebbe travolto ma cosa è stato fatto nel frattempo per arginare il problema dei mezzi pubblici nelle grandi città?
“Chi si deve sposare… Chi ha avuto un lutto… Chi non può fare la spesa… Chi non trova lavoro…” Ma cos’è? Una versione inedita de “Il cielo è sempre più blu?” Perché chi si deve sposare non può farlo in tutta sicurezza? Perché chi ha avuto un lutto non dovrebbe piangere la sua perdita? E di chi non può fare la spesa e non trova un lavoro cosa facciamo? Li giustiziamo nel Colosseo? O garantiamo un Reddito universale?

Come se non bastasse, lo sproloquio della signora Verruchi continua così: “I teatri sono in crisi da 20 anni perché NESSUNO ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’URSO) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate FILM PIRATA da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su AMAZON, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.
La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie.

Vi meritate il dj del papeete a capo della vostra mediocrità.”

Che in Italia si legga poco è vero, ma perché generalizzare ancora? Perché parlare a sproposito di interesse per i cinema e i teatri quando tutte le proposte avanzate per continuare a garantire la loro attività sono state ignorate? In Italia esiste una larga fetta della popolazione che usufruisce dei servizi culturali in modo ampio e pur essendo una minoranza, esiste. Inoltre, chi dovrebbe meritare esattamente il “dj del papeete”? Da troppo tempo, abbiamo dimenticato che la democrazia funziona quando si sconfigge un avversario nel merito con delle proposte: cosa si è fatto per contrastare “il dj del papeete” in termini di proposte? Poco e niente e quei pochi candidati politici che hanno tentato di contrastare nel merito il populismo e il sovranismo sono stati dileggiati perché non hanno raccolto un immediato consenso…

Mi avvio a concludere confutando quanto segue: “Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti ANCHE prima.
Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare ” governo incapace” e avere sempre la verità in tasca, ma d’altronde Bukowski affermava che: “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi mentre le persone stupide sono piene di sicurezza”.

Ne usciremo migliori. Manco per il ca**o”

Ammetto di aver provato un brivido profondo leggendo quanto è stato scritto circa le partite iva ma nascondersi dietro la scusa “c’è la pandemia” è un grave errore. C’è la pandemia, va bene, e quindi? Quali risposte uno Stato che non sostiene da tempo ormai l’iniziativa privata è stato in grado di mettere in campo per sostenere chi crea posti di lavoro e innovazione?

La pandemia non è la fine del mondo, è un problema oggettivo ma non una scusa per ostacolare ulteriormente l’economia in attesa di un miracolo…

Dov’è la sinergia tra pubblico e privato che il futuro aspetta? Dove sono i confronti per costruire una società più equa ed effettivamente più meritocratica?

Non ho voluto minimamente commentare la volgarità e gli errori del testo che ho analizzato per pietà, ma avrei dovuto perché fino a prova contraria volgarità ed errori stessi sono un sintomo dei tempi che viviamo: tempi privi di razionalità dove è facile generalizzare e giocare a fare la morale a chiunque tanto per fare qualcosa…

La verità è che probabilmente abbiamo dimenticato quale senso abbia il valore del dovere. Guardiamo la politica, ad esempio: essa non è più in grado di dare risposte immediate ad un paese confuso e al netto di quegli errori che chiunque può commettere, cosa resta del senso della democrazia tra insulti, faziosità e apparenza? Ma guardiamo anche l’educazione: non essendo più in grado di valorizzare la cultura, il buon senso e la ragione, quale contributo può dare attualmente ad una rinascita del paese?

Lagnarsi della maleducazione delle persone e del loro interesse per una “cultura” sempre più trash è inutile quando in Italia le scuole e le università non sono più capaci di aiutare il singolo a trovare una risposta ad una domanda essenziale come “chi sei?”.

Parliamoci chiaro: ogni scusa è pari a zero e contro il disfattismo si può sempre fare qualcosa di meglio: si può pretendere un salto di qualità del pensiero che passa non solo dall’azione ma anche da una maggiore organizzazione e quindi da una maggiore responsabilità.

P.s. sul tema della disorganizzazione vorrei porre un’ultima domanda: pur sapendo che nei mesi di ottobre e novembre sarebbero aumentati nuovamente i contagi cosa è stato fatto per garantire comunque la possibilità a migliaia di aspiranti avvocati di sostenere in completa sicurezza il concorso?

About the author

Nicola De Vita

Classe 1994.
Amministratore unico, socio & responsabile commerciale presso Quolit SRL.
Collaboratore presso Generali Italia S.p.A. da settembre 2020.
La passione per l’innovazione e il mondo delle imprese mi spinge ogni giorno a lavorare per diversificare il mio profilo, ampliando, quindi, quanto possibile il panorama delle mie conoscenze e competenze.
Cercatore insaziabile di novità, avido lettore, appassionato di storia, arte, cinema e musica.
Credo fortemente nella capacità del singolo di migliorarsi attraverso il lavoro e l'impegno.

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